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Stiamo vivendo un processo di evoluzione culturale ed economico
che sta cambiando lo scenario dellambiente di lavoro, dove è sempre più
evidente la situazione in cui il titolare/manager dimpresa non è più
depositario della conoscenza e della saggezza dellorganizzazione, ma si trova spesso
a dirigere personale più competente di lui nelle diverse mansioni aziendali.
Fino a pochi anni fa un imprenditore era in grado di sostituire
la gran parte dei propri subordinati, ma oggi, con laumento dellutilizzo
della tecnologia, il cambiamento culturale, la sempre maggior richiesta di
risultati e dati a breve termine e levoluzione di nuovi scenari di mercato,
sta facendo evolvere il tipico modello gerarchico, della vecchia impresa, ad un
modello a matrice dove le persone hanno competenze trasversali ed instaurano
network più estesi con movimenti di carriera incrociati.
Le organizzazioni devono reagire rapidamente ed essere
innovative anche solo per sopravvivere, senza parlare di vantaggi competitivi.
Tutto questo richiede flessibilità ed adattabilità.
Cosa fare?
Le organizzazioni che sopravviveranno nel XXI secolo saranno
quelle orientate ad un continuo rinnovamento ed apprendimento. Chi vi lavorerà
dovrà assumersi la piena responsabilità della gestione del proprio
apprendimento in risposta alle mutevoli esigenze organizzative. Si formeranno
sempre di più alleanze, fusioni (verticali ed orizzontali) e joint venture con
ex concorrenti, clienti o fornitori.
Sarà fondamentale
saper gestire relazioni laterali e creare reti per lottenimento di risultati.
Strutture organizzative più piatte e snelle comportano una
riduzione del numero delle direttive dallalto. Ci si aspetterà che i singoli
sviluppino network interni ed esterni e che padroneggino la collaborazione
creativa per il perseguimento dei propri obiettivi. La capacità di portare
valore aggiunto sarà legato alla trasversalità del proprio operato. Le nuove
organizzazioni avranno meno leader al vertice rispetto alle tradizionali
strutture organizzative verticali. La leadership emergerà in tutta
lorganizzazione a prescindere dal titolo di studio o dallo status
professionale. Lumiltà e la voglia di imparare sono elementi centrali di
questo nuovo modello di sviluppo.
Per chi è il coaching
- Per le organizzazioni
che riconoscono questo cambiamento culturale ed economico in corso
- Per chi è
disposto a mettersi in gioco ed abbandonare i propri modelli di pensiero
- Per chi crede
nella delega come strumento di crescita
- Per chi cerca lequilibrio tra vita lavorativa e vita privata
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